2020, pandemia.

Oggi, venerdì 20/03, sono 11 giorni che non esco di casa.
Vedo solo Simo e la sua famiglia.
Ci sono notti, come questa, in cui non riesco a prendere sonno, o se lo prendo mi sveglio di soprassalto pensando di non respirare più.

È una situazione straordinaria questa, fuori dal comune, apocalittica.

Veniamo bombardati quotidianamente da immagini fortissime, notizie che ti lasciano senza parole. Non hai più nemmeno la forza di piangere, perché non sai, non comprendi come questa situazione si sia aggravata nel giro di una settimana. Non abbiamo avuto il tempo di capire, e ora che lo abbiamo è troppo tardi.

Ho capito che la gente di divide in due categorie : la prima, è quella delle persone che come me hanno paura. Paura di un mostro che non si vede, paura dell'ignoto. Stiamo a casa aspettando una buona notizia, che ci possa far andare a dormire tranquilli, che davvero andrà tutto bene.
La seconda categoria è quella composta invece dalle persone che sfidano tutto e tutti, i ribelli, che vanno a fare una passeggiata di famiglia, che vanno a prendersi il caffè con gli amici, che si fanno la corsa giornaliera. I ribelli che vogliono tornare a casa e dire "anche oggi nessuno mi ha beccato".

Non ho voglia ne la forza di commentare queste persone, perché non so cosa succederà, non so se e quando ne usciremo. Non so se queste persone fanno bene o male.
Non lo so.

Non ho più certezze da qualche settimana.

Ho i brividi nel vedere un amico ricoverato e messo in isolamento per questo maledetto virus.
Ho i brividi nel vederlo affaticato a fare due passi da tanto è debilitato.
Ho i brividi nel vederlo con le lacrime agli occhi.
Spero che questo mio fermarmi, non solo per me, possa aiutare anche altri a non essere contagiati.
Perché siamo tutti responsabili. Tutti, nessuno escluso.

Condividiamo hastag #andratuttobene #iostoacasa #vinceremo
Ma se così non fosse?
Forse possiamo fare a meno di quel caffè quotidiano.

Ho paura, ma voglio pensare che andrà tutto bene.
Senza se e senza ma.
Andrà tutto bene.

♥️

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